La salvaguardia dei Beni Culturali in Europa

 

La salvaguardia dei Beni Culturali in Europa

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Helsinki -Come si chiama la capitale della Finlandia? Helsinki, naturalmente. Il nome "Helsinki" di origine svedese. Degli immigrati provenienti da una regione della Svezia chiamata HŠlsingland, hanno popolato l’area dove Helsinki stata fondata il 16 maggio 1550 da Gustavo Vasa, l’allora re di Svezia. Egli voleva fare di Helsinki un centro di scambi e comunicazione a nord del mar Baltico.
Gustavo Vasa forzò gli abitanti delle città vicine a trasferirsi a Helsinki.
La rivalità tra l’antica metropoli del nord, Tallinn e la stessa Helsinki, la nuova cittˆ con un’espansione inarrestabile, divenne sempre più marcata.
Conquistata dalla Svezia nel 1561, Tallinn divenne però il centro di tutte le attenzioni del re, mentre Helsinki entr˜ in una fase di regressione.
Gustavo Vasa favorì maggiormente il traffico con Tallinn per cui la città finlandese fu dimenticata per un certo periodo, anche per la sua posizione geografica meno vantaggiosa.
La svolta decisiva nella storia di Helsinki avvenne quando Pietro Brahe nel 1640, ordinò di trasferire la città nel luogo in cui sorge attualmente.
Anders Torstenson progettò un nuovo piano regolatore ed i suoi abitanti ottennero anche una diminuzione delle tasse. Era rinata una città per accogliere gli immigrati.
Helsinki è stata invasa più volte dalla Russia. In più è stata distrutta da numerosi incendi. Malgrado ciò, Helsinki è oggi un’importante capitale europea, con una vita ricca e varia. Viene denominata la figlia del Baltico per via della sua oramai incontestabile importanza strategica e commerciale.
Nicolas Mautemps

 

Stockholm -Piazza Sergel ha ricevuto il nome dal famoso scultore e artista Tobias Sergels, vissuto dal 1740 al 1814 e morto a 74 anni.
Aveva partecipato alla decorazione del castello di Stoccolma. Sulla piazza Sergels c’è la Casa della Cultura che ha tanti visitatori, c’è anche una grande fontana sotto la quale si pu˜ passeggiare e così vedere dal di sotto le sue grandi pareti di vetro.
Accanto alla piazza ci sono molti negozi con entrate e uscite che permettono passaggi diversi. Nella Casa della Cultura c’è un museo, un teatro, un ristorante ed una bilioteca. Lars Wster ne ha disegnato una proposta di ricostruzione ma diversi architetti si sono opposti al cambiamento: la Casa della Cultura è bella così com’è.
Sulla fotografia si vedono la Casa della Cultura, la fontana e la scultura di vetro.
Maja Dahlgren

 

Berlin -Molti nomi di strade e luoghi di Kreuzberg si riferiscono ai corsi d’acqua cui tali strade e luoghi erano interessati. L’esame e la documentazione sulla loro origine e formazione potrebbero costituire gli elementi di un possibile progetto di studenti.
Berlino ha più ponti di Venezia, molti dei quali sono situati a Kreuzberg.
La storia di alcuni di questi ponti è molto movimentata, soprattutto quella del ponte di OberbaumbrŸcke che attraversa lo Spree, che è stato rimodernato solo nel 1995 e da allora collega i distretti di Kreuzberg (un tempo Berlino occidentale) e Friedrichshain (un tempo Berlino Est) come autostrada e linea metropolitana. La storia di questo ponte illustra la funzione che un tempo esso svolgeva: di dogana di frontiera e via di trasporto e, per diversi decenni, ha rappresentato la separazione della città, funzionando esclusivamente come passaggio pedonale di controllo per le persone che andavano da Berlino Ovest alla parte orientale della città. Sarebbe molto interessante documentare e approfondire la storia di questo ponte. Una nota, per concludere, relativa ai corsi d’acqua di Kreuzberg, riguarda in particolare un canale, scavato verso la metà del secolo scorso, con un progetto fatto per dare lavoro ai moltissimi disoccupati della città. Tale canale, di cui ancora si conserva il ricordo nella toponomastica dei luoghi e nelle tracce delle strade e dei ponti, per la stessa ragione, è stato interrato e ricoperto negli anni venti di questo secolo.
Mia Puetz

 

Espaly -I mulini di Vahylle si trovano a quattro chilometri da Fay-sur-Lignon, sulla strada di Saint-Clèment, sotto il livello del piccolo ponte che salta il ruscllo della Rimande.
Il posto è incantevole; il passante scopre quasi fianco a fianco due mulini uno dopo l’altro, costruiti lungo il ruscello dalle acque chiare e vive che giocano nella roccia modellata in lastre e in gradini. I frassini soffocano un pò i fabbricati, ma i sorbi con le loro bacche colorate danno un piacevole tocco di colore. L’insieme dell’impianto comprende: una chiusa, una gora, un cammino ed un muretto che si uniscono al ponte laddove la strada forma una curva a gomito. Il tutto sullo sfondo di una grande prateria. Il mulino superiore è coperto con "lauze". Purtroppo, la bella copertura, sostenuta da quattro grosse capriate a puntone, comincia a deteriorarsi seriamente. Data la forte pendenza ogni "lauze" viene agganciata con chiodi fucinati o spinotti di legno. Le belle murature lasciano indovinare la loro lontana origine. Il fabbricato è abbastanza spazioso: 6mx4m circa. L’altezza sotto la copertura potrebbe consentire la realizzazione di due livelli. Il restauro del mulino sarebbe l’occasione per creare un piacevole ed originale piccolo alloggio.
Christhophe Dessagne.

 

Zakinthos- Ciao, il nostro "Kalimera" vi giunge da Zakinthos, un’isola del mar Ionio nel nord ovest della Grecia. Siamo molto contenti di poter comunicare con altri ragazzi dell’U.E.
Con l’Italia, Zakinthos ha sempre avuto rapporti perchè faceva parte del territorio veneto e l’influenza della cultura italiana si nota nell’architettura, nella pittura, nella musica ed anche nella lingua. Ancora oggi il rapporto tra i due popoli continua: sono numerosi i turisti che, ogni estate, raggiungono la nostra isola dove trovano un mare pulito, belle campagne, spiagge deserte o ben attrezzate, divertimenti per tutti i gusti e tutte le età.

La nostra scuola è a 8 Km dal capoluogo dell’isola e si possono seguire corsi che danno accesso all’Università e corsi professionali di Informatica, contabilità, Arti grafiche e Servizi sociali. Noi seguiamo, volontariamente, corsi di educazione ambientale ed abbiamo facoltà di scegliere lo studio della lingua francese o di quella inglese che ci permettono di essere in contatto con i nostri amici dell’Unione Europea.

Siamo molto contenti di partecipare alle associazioni di giovani, perchè anche noi abbiamo le vostre stesse incertezze, i vostri stessi interessi e vi ringraziamo per questa occasione sperando di poterci conoscere meglio.
Catherine Karatzi

a cura di

Lucia Fortini