I musei e le biblioteche costituiscono i cardini della cultura e sono deputati alla sua immediata fruizione.
Da tempo si avverte l'esigenza di un nuovo strumento giuridico regionale che consenta un'azione più diretta e mirata sul territorio. La Legge Regionale 4/83, se pure ha il grande merito di averne individuato campi di intervento, non ne esaurisce, però, la materia. A tal fine l'Assessorato alla Istruzione e Cultura ha allo studio l'elaborazione di una proposta di legge che disciplini in modo organico la materia museale e che consenta, sulla scorta di programmi poliennali, l'attuazione di programmi annuali d'intervento. I programmi poliennali potranno essere redatti sulla base delle proposte formulate dagli Enti Locali nella loro qualità di protagonisti territoriali.
Programmazione, dunque, questa la parola d'ordine, in funzione della quale si è, fin d'ora, provveduto all'attivazione del monitoraggio degli interventi al fine di ottimizzare le risorse per l'istituzione dei musei di interesse locale e per il miglior funzionamento di quelli esistenti.
Altro nodo da sciogliere è quello che attiene all'aspetto gestionale: molti musei restano chiusi per mancanza di personale tecnico, per cui erogare contributi agli Enti spesso non basta a garantire la fruibilità dei musei. Il problema potrà essere risolto solo se affrontato in maniera specifica attraverso l'attesa normativa che individui idonei campi d'intervento.
Un ruolo determinante nella fruizione della cultura attraverso i Musei sarà, senza dubbio, svolto da un'attenta "Promozione".
Le scuole, ad esempio, potranno disporre di un "pacchetto" contenente gli itinerari museali.
All'Assessorato alla Cultura spetta, inoltre, il compito di far emergere ed incentivare ambiti culturali dimenticati o addirittura misconosciuti: un discorso che tenga conto delle popolazioni più decentrate, in armonia ed in sinergia con la sempre più presente realtà dell'Agriturismo, può rappresentare un momento esaltante ai fini della salvaguardia della cultura del mondo rurale, marinaro e delle tradizioni anche orali, attraverso l'istituzione di Eco-musei.
Patrimoni culturali immensi e che si corre il rischio di disperdere, continuano a vivere sempre più stentatamente presso la civiltà contadina che, spesso, soffre la frustrazione dell'abbandono, quasi che la cultura sia prerogativa dei soli centri urbani.
Gli stimoli culturali partono sovente dalle piccole comunità, essi hanno patria anche nelle aree interne ed è per questo che non si può prescindere dai programmi territoriali per la formulazione di quelli regionali, senza il rischio di un mortificante e improduttivo accentramento della cultura.
Ilva Pizzorno