La principale difficoltà consiste proprio nell'armonizzare questi due aspetti, infatti, mentre questa Regione si fa spesso promotrice di manifestazioni culturali notevoli, dobbiamo prendere atto di forti ritardi per quanto riguarda la diffusione capillare della cultura.
La Regione può intervenire concretamente orientando l'Ente Locale: anche se la legge sull'autonomia locale consegna chiaramente al Comune la titolarità e la responsabilità diretta dell'intervento culturale, è indispensabile che ogni iniziativa venga intrapresa nell'ambito di una chiara programmazione regionale. Per questo motivo parte del nostro lavoro consiste proprio nella rilevazione di dati precisi e nella loro interpretazione. Oggi non si possono approntare interventi di programmazione senza conoscere le emergenze dei vari territori e le risorse disponibili. E' quindi necessario ritornare al concetto di un sistema formativo integrale, creando una rete culturale agile e capillare, pronta a cogliere le necessità del cittadino, che sia in grado di veicolare tutti i messaggi formativi necessari.
Per quanto riguarda le scuole, va ricordato che i capi d'istituto sono sempre più spesso pronti ad intraprendere nuove iniziative. La scuola è un'agenzia formativa fondamentale, ed è qui che si può avviare un serio processo di maturazione della società. Perciò, il compito dei presidi e dei docenti è quello di contribuire alla crescita di concittadini consapevoli.
Mai come in questa realtà è importante il coinvolgimento dei genitori. A questo proposito, apprezzo particolarmente i progetti europei, perché coinvolgono tutto il territorio circostante, a partire dalle famiglie. Utilizzando i contributi regionali ed europei si possono avviare molte iniziative in cui, accanto all'attività strettamente rivolta ai giovani, trova spazio un processo di coinvolgimento del quartiere, con una naturale apertura verso il territorio.
Pier Luigi Lo Presti
Dirigente del Servizio Educazione Permanente e Promozione culturale