Il Settore Istruzione e cultura ha molteplici competenze di particolare rilevanza sociale e culturale. Infatti, annualmente, procede al riparto di cospicui finanziamenti finalizzati ad interventi per il diritto allo studio ordinario, diritto allo studio universitario, attraverso gli E. DI. S. U. - Enti preposti alle attività connesse al diritto allo studio - per la promozione culturale, che ha consentito di approvare una serie di leggi per il perseguimento di particolari obiettivi, per patrocinare e finanziare attività culturale di competenza degli Enti Locali, di Enti ed Associazioni, per le attività extrascolastiche degli alunni della Campania, per scambi culturali e per l'editoria.
Altra competenza, particolarmente interessante per il mondo della scuola, è quella diretta agli investimenti per opere di edlizia scolastica e per gli asili nido.
L'edilizia scolastica è particolarmente carente nella nostra regione, sia in termini quantitativi che qualitativi.
A fronte di Enti locali, soprattutto dell'Italia settentrionale, che dispongono di idonei edifici scolastici, utilizzati a tempo pieno, anche per le esigenze connesse ad attività extrascolastiche, culturali e e sociali, utilizzate non solo dalla platea scolastica, ma anche dalla comunità interessata, in Campania, purtroppo, si riscontrano tuttora scuole che svolgono l'attività didattica in edifici inidonei, carenti di aule normali, palestre, auditorium, che non consentono di raggiungere gli obiettivi auspicati.
Queste carenze hanno un peso determinante sulle disfunzioni delle attività prettamente didattiche, ed hanno una diretta responsabilità per i gravi fenomeni di dispersione e di devianza minorile, che si registrano nella nostrà comunità.
La scuola in molte aree della nostra Regione non riesce ad assolvere quel ruolo determinante di aggregazione sociale, di stimolo culturale, che invece dovrebbe svolgere, soprattutto in quegli ambiti dove i fenomenisopraevidenziati sono particolarmente presenti sul territorio. Non possiamo però non riconoscere i grandi progressi che in questi anni si riscontrano. Per queste gravi carenze di strutture di edilizia scolastica la Regione Campania ha saputo cogliere tutte le opportunità di finanziamenti statali.
Le risorse finanziarie finalizzate ad opere di edilizia scolastica messe a disposizione dallo Stato agli Enti locali della Campania, in attuazione di programmi regionali, ammontano ad oltre 1.500 miliardi. Dall'86 ad oggi, in base a tre leggi, e precisamente la 488/86, la 430/91 e la recente legge 23 del 96 - che ha durata triennale - sono stati attivati numerosi progetti per opere di edilizia scolastica.
Dobbiamo constatare, purtroppo, un notevole ritardo nella concreta realizzazione dei programmi di investimento, che incide negativamente sull'andamento della scuola e della politica scolastica.
L'impegno della Regione Campania è fornire i giusti stimoli e le indicazioni necessarie ad orientare gli Enti locali ed a far sì che questi finnaziamenti vengano effettivamente utilizzati per costruire nuove scuole, o per completare strutture da anni programmate e non ancora ultimate, per costruire palestre, laboratori tecnici e linguistici, auditorium e tutte quelle strutture in grado di rendere i nostri sudenti partecipi di attività idonee ai nuovi traguardi europei.
La diffusione della cultura ha bisogno di strumenti e strutture adeguate. E' quindi prioritario fornire ai giovani non solo le possibilità di studiare, di conseguire un titolo di studio adeguato all'inserimento nel mondo del lavoro, sempre più competitivo, ma anche di fare teatro , musica, sport, di aprirsi al sociale ed ai cambiamenti della società moderna, attraverso, per esempio, lo studio e l'applicazione delle nuove tecnologie informatiche.
Per il conseguimento di questi obiettivi, la Regione non provvede solo con finanziamenti di opere di edilizia scolastica, ma anche con interventi mirati di politica culturale.
Un altro aspetto qualificante dell'attività dell'Assessorato è infatti quello di patrocinare e finanziare iniziative promosse nell'ambito della scuola, che coinvolgono direttamente gli studenti.
L'obiettivo che si intende perseguire - e gli indirizzi politici a livello nazionale sono in questa direzione - è quello di erogare direttamente alle scuole i finanziamenti per il diritto allo studio per gli interventi culturali e sociali.
Si auspica che tra qualche anno si possa concedere direttamente alle scuole ed agli istituti scolastici adeguate risorse finanziarie in modo da consentire ai Presidi ed agli organi democratici di gestione, di attivarsi direttamente per rispondere in modo adeguato e tempestivo alle reali esigenze degli studenti interessati. Contribuire così a trasformare le scuole in autonomi centri culturali e sociali. La Regione e gli Enti locali daranno direttamente alle strutture scolastiche quelle risorse e quella particolare attenzione necessaria alla realizzazione di obiettivi didattici, culturali e sociali, privilegiando i minori a rischio.
Con le leggi regionali sulla promozione culturale sono stati già disposti contributi finanziari agli istituti per autonomi programmi culturali, è stata data l'opportunità di poter disporre di sussidi didattici, di viaggi di studio, lasciando alle scuole assoluta autonomia di gestione.
Solo così il mondo della scuola si sentirà sempre più responsabilizzato e potrà esprimere le proprie capacità di programmazione e di concreto intervento.
Questa ripartizione di competenze può risultare vincente purché iniziative e leggi statali e regionali vengano fatte confluire verso una strategia di intervento per il raggiungimento di precisi obiettivi, in particolare tentare di arginare i gravi fenomeni della dispersione scolastica e della devianza minorile che condizionano la convivenza civile.
Giovanni Vincenti