POLITICHE GIOVANILI
EDITORIALE
Promozione culturale nell'Europa dei giovani.
Gli articoli 4 e 6 dello Statuto regionale sollecitano e promuovono lo sviluppo della comunità e la formazione integrale del cittadino, nonchè la crescita del patrimonio culturale della persone. Nell'ambito di questi obiettivi primari - per i quali la "comunità" vanta un vero e proprio interesse legittimo - l'Assessorato alla Istruzione e Cultura della Regione Campania ha dato sempre un notevole impulso alle più varie iniziative di promozione culturale, nel convincimento che solo una capillare ed incisiva attività culturale contribuisca a sensibilizzare ed a motivare quanti operano per la crescita civile e sociale della comunità.
Iniziative finalizzate a rimuovere condizionamenti nel processo di crescita sociale, facendo leva soprattutto sullo spirito di solidarietà che, nell'attuale crisi di valori, appare valido elemento per superare le gravi carenze che si riscontrano nella società e che investono, nel quotidiano, la convivenza sociale, in particolare, il mondo dei giovani; giovani che appaioni disorientati, incerti del proprio futuro e, comunque, interessati da gravi fenomeni: si pensi alla dispersione scolastica, al disagio e alla devianza minorile, alla diffusione di tentazioni razzistiche.
In tale contesto si pongono tutte quelle leggi regionali che incoraggiano ed incentivano la promozione culturale, promuovendo e finanziando attività, iniziative e progetti sviluppati dalla società.
La società odierna è una società poliedrica, che travalica i suoi confini territoriali nazionali, che guarda alla complessità delle Nazioni e dei popoli per costruire la c.d. "casa comune".
Ecco allora che fu concepita nel 1986 la legge 22 allo scopo di consentire alla Regione Campania di promuovere, d'intesa con il Ministero Affari Esteri, tutte quelle iniziative tendenti a sviluppare gli scambi socioculturali, particolarmente rivolte al coinvolgimento della gioventù.
In tutti i paesi della Comunità Europea si è concordi nell'affermare che l'avvenire dell'Europa dipende principalmente dalla creatività, dai talenti e dalla volontà dei suoi cittadini.
Lo sviluppo delle risorse umane della Comunità si fonda essenzialmente sugli sforzi di istruzione e di formazione degli Stati membri, integrati e sostenuti dall'azione della Comunità Europea.
Occorre, pertanto, valorizzare la ricchezza costituita dalla diversità dei sistemi e delle prassi esistenti onde migliorare la qualità dell'istruzione e della formazione mediante una cooperazione attiva di interscambi e far si che le istituzioni e gli individui negli Stati membri possano concepire il proprio avvenire in una dimensione europea.
Il mercato unico europeo del 1993 ha aperto la via non solo a un'Europa dalle migliori prospettive economiche, bensì anche a un'Europa in cui i cittadini e i lavoratori potranno sviluppare e meglio utilizzare le loro capacità, le loro qualifiche e i loro tentativi a beneficio della Comunità nel suo insieme.
Per il raggiungimento di tali obiettivi la Regione finanzia con la predetta legge, gli scambi di esperti sulle politiche della condizione giovanile con particolare riferimento agli interventi sociali per i giovani emarginati, al perfezionamento ed alla verifica delle nuove professionalità emergenti, al volontariato in settori specifici (ecologia, archeologia, valorizzazione dei beni ambientali, protezione civile, campi di lavoro, ecc.), alle attività musicali, sportive e per il recupero del patrimonio delle tradizioni culturali, alle iniziative per la pace e la multiculturalità contro il razzismo, ai corsi di lingua e cultura all'estero e, infine, alle visite alle istituzioni della Comunità Europea.
Nell'evidenziare che tali manifestazioni sono tese alla costruzione di una autentica cultura di pace e di proficue relazioni, si sottolinea la necessità di un coordinamento della materia, da un lato per la conoscenza del fenomeno in generale e dall'altro per l'opportuno inserimento in questo ambito di possibili iniziative che abbiano i giovani come protagonisti, per favorire la comprensione del complesso panorma sociale ed agevolare una reale e profonda integrazione, per la costruzione di un'Europa "sul campo" rafforzando la sua competitività economica e la sua coesione sociale.
Giuseppe Omodei