PROGETTO ANTICAMORRA

EDITORIALE
ARTICOLAZIONE
SCUOLE PARTECIPANTI

EDITORIALE

Il Progetto Anticamorra a.s. 1996/97 nasce con il contributo della Regione Campania, Assessorato alla Cultura (L.R. 39/85) coinvolgendo in rete scuola elementare e media. Grazie al sostegno dell'Agenzia Didattica Campana si articola attraverso cinque laboratori: educazione alla legalità, educazine alla comunicazione, educazione ambientale, animazione psicomatoria, multimedialità.
Ciò che accomuna gli istituti organizzati in rete che partecipano al progetto è la peculiarità del territorio su cui si trovano ad operare: quartieri dell'estrema periferia cittadina dove mancano infrastrutture, proliferano le attività illegali, il tessuto sociale è degradato e disgregato, l'alternativa alla scuola è la strada con le sue potenzialità negative.
Questo progetto acquista uno spessore educativo nell'88° Circola di Ponticelli polo del Progetto Anticamorra per l'a.s. 1996/97; esso sorge all'interno di un agglomerato di torri e caseggiati costruiti con la L. 219 per ospitare le famiglie rimaste senza casa dopo il terremoto dell'80. In questo contesto le famiglie, strappate dai loro luoghi di origine, degradati ma culturalmente più eterogenei, hanno perso parte delle loro radici e della loro identità proprio per la mancanza di quei punti di riferimento umano che erano la loro forza.
Conseguenza di questa drammatica situazione è l'enorme disagio in cui vivono non solo i bambini ma anche i genitori; disagio che si manifesta attraverso la scarsa considerazione per le istituzioni, e quindi per la scuola che registra una sensibile dispersione scolastica o, nella migliore delle ipotesi, assenze saltuarie.
E' in questo quadro che si inserisce l'attività didattica ma soprattutto educativa della scuola il cui obiettivo principale è quello di recuperare il rispetto di quei principi e di quei valori che costituiscono il cardine di tutta la struttura progettuale: il rispetto per la vita e quindi per le persone, il rispetto e la tutela delle cose proprie e altrui, la cultura della pace come rigetto della violenza, la cultura della legalità come rispetto delle regole che la stessa scuola si dà al suo interno, la consapevolezza della assoluta assenza di questi principi nell’organizzzazione camorristica che va immaginata come continuo attentato non solo allla vita, ma anche alle istituzioni pubbliche impegnate, in prima linea, nella lotta contro la criminalità.
La scuola che opera in trincea non può esimersi dal far maturare le giovani coscienze in formazione, essa stessasi pone in maniera esemplare offrendo un orecchio attento ai problemi dei bambini e uno sguardo vigile ai loro comportamenti senza prevaricazioni attraverso il dialogo, la discussione, il confronto.
E’ nostra convinzione che chi opera nella scuola, sia esso il Capo d’Istituto, il docente, l’operatore scolastico o il personale della segreteria deve porsi non come il colonizzatore che sovrapopone la sua all’altrui cultura, ma come il pioniere che apre agli altri la strada della conoscenza..

Gabriella Manfredi